Ti serve davvero un tritaghiaccio?

Ti serve davvero un tritaghiaccio?

Il mercato del ghiaccio a uso alimentare ha vantato un aumento del 200% tra il 2019 e il 2020. È questo il dato sorprendente che il cash&carry AdHoc ha diffuso sul suo blog. Sarebbero oltre 500 mila le tonnellate di ghiaccio acquistate dagli italiani per essere impiegate nella preparazione di piatti, cocktail, ma anche bevande, spremute, frullati e milk-shake da ristoranti, bar, caffetterie, bistrot e simili.

L’Italia quindi, stando a questa ricerca, sarebbe uno dei paesi che fa l’uso maggiore di ghiaccio, ovvero quella con il tasso di crescita maggiore, nel segmento analizzato da AdHoc. Sempre secondo quanto dichiarato dal cash and carry, “a livello europeo, quello del ghiaccio è un mercato da cinquecento milioni di euro mentre a livello mondiale supera i quattro miliardi di dollari. Basta pensare che, nel solo canale HORECA e solo in Italia, si parla di un consumo annuo di circa 180 milioni di chili.

Il ghiaccio quindi rappresenta una grossa voce di spesa per le attività ho.re.c.a. del bel paese. Ma dove finisce tutta questa acqua allo stato solido?

Semplice:

  1. Cocktail alcolici;
  2. Bevande analcoliche;
  3. Milk-shake;
  4. Frullati;
  5. Centrifughe;
  6. Smoothies.

Il punto però è che se il ghiaccio ha un costo così elevato, alle aziende converrebbe “farlo” nelle proprie celle frigorifere per poi triturarlo all’occorrenza. Come? Con una macchina tritaghiaccio.

Come funziona la macchina tritaghiaccio?

Inventato nel 1851, questo strumento viene utilizzato per produrre ghiaccio tritato. Si tratta di attrezzature professionali dotate di una serie di lame che spezzettano il ghiaccio in piccole parti, senza però surriscaldarsi così da evitare la creazione di un ambiente ostile alla conservazione del ghiaccio. Immagina cosa succederebbe se la macchina, tritando, disperdesse calore e causasse lo scioglimento dello stesso ghiaccio? Ecco appunto, un disastro.

In commercio esistono diversi marchi che producono e distribuiscono questo tipo di attrezzo e altrettante sono le tipologie, progettate per i diversi usi.

Che tu abbia un bar, una gelateria, che tu abbia bisogno di un tritaghiaccio da banco, professionale o a vasca, le soluzioni proposte sono innumerevoli. Perfino i prezzi possono andare incontro a tutte le esigenze, passando da poche centinaia di euro a cifre più considerevoli.

Come scegliere il proprio tritaghiaccio?

Innanzitutto è cruciale che tu comprenda quale sarà l’uso che intenda farne. Anche se non hai un’attività commerciale, insomma se lo stai comprando per casa, chiediti quanto spesso lo userai. I tritaghiaccio domestici, per esempio, sono dotati di motori poco potenti e componentistica in plastica. In poche parole avrai molto più ghiaccio sciolto e potrai trovarti spesso nella condizione di doverlo sostituire. La plastica non dura per sempre e, se proprio dobbiamo dirla tutta, inquina anche tanto!

Il secondo aspetto da considerare è il contesto di utilizzo. Devi avere la macchina sempre a portata di mano e sul banco? Quanto spazio hai a disposizione? Preferisci tritare poco ghiaccio per volta o vuoi avere a disposizione grandi quantità di materia prima insieme? E come vuoi questo ghiaccio? Il taglio irregolare fa per te o preferisci quello “a neve”?

Tutti questi aspetti meritano la tua attenzione nel processo di acquisto così da poter fare la scelta migliore. Sia che tu debba usarlo in casa che nella tua attività, considera tutto. Perfino la potenza! A volte scegliamo prodotti meno potenti per risparmiare, ma poi impieghiamo più tempo o non otteniamo il risultato sperato. Quindi considera tutto e vaglia tutte le possibilità. Che non sono poche!

Il tritaghiaccio professionale non è un attrezzo inutile o opinabile. Viene usato anche d’inverno perciò assicurati di acquistarlo nei mesi invernali per evitare di restare senza d’estate quando la domanda impenna e i fornitori possono andare in affanno.

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