Impianti di frantumazione: le varie tipologie di frantoi

Impianti di frantumazione: le varie tipologie di frantoi

Per eseguire l’estrazione di particolari tipi di roccia è necessario l’utilizzo di macchinari capaci di frantumare materiale con alta resistenza a compressione, in maniera efficacie e mirata. Generalmente i frantoi a mascelle sono adatti per l’impiego nelle cave e sono usati come frantoi primari.

Di seguito cercheremo di spiegare meglio di cosa si tratta, mentre per informazioni più dettagliate e maggiori chiarimenti sulla tecnologia degli impianti di frantumazione suggeriamo di consultare la pagina al seguente link di riferimento: https://www.baioni.it/frantumazione/.

Materiale in entrata, prodotto finito ed economicità sono i tre principali fattori da cui dipende la tecnica di frantumazione. La tecnologia degli impianti di frantumazione prevede l’utilizzo di frantoio di diverse caratteristiche: a mascella, cono, rotante.

Frantoio a mascelle

La definizione frantoio a mascelle diviene dalle quantità necessarie di quest’ultime per la frantumazione e dal movimento chiamato di masticazione. La funzione dei frantoi a mascelle si basa sul principio della triturazione a compressione.

Il materiale viene tritato in una fessura dalla forma conica, posta tra la mascella di frantumazione fissa e quella mossa mediante un albero a eccentrico. Tale processo svolge un movimento chiamato ellittico: il materiale dapprima viene frantumato, dopodiché cade in modo gravitazionale. Ciò continua fino a quando il materiale non assume delle dimensioni più piccoli della fessura di frantumazione.

L’energia del sistema di frantumazione, ha sul materiale da frantumare in corso di lavorazione, un’azione con grande forza e a bassa velocità.

Tecnologia degli impianti di frantumazione: applicazione

La tecnologia dei frantoi a mascelle vede il loro utilizzo per la frantumazione preliminare e grossolana di rocce fragili, dure o di media durezza. In tal caso sono usati come strumenti primari. Mentre in casi più rari i frantoi a mascelle sono in grado di fare ottenere un prodotto finito a norma. In abbinamento a frantoi a mascelle di dimensioni più ridotte, in determinate attività di riciclaggio, è infatti possibile la produzione di pietrisco destinato a percorsi e strade secondarie.

Impianti di frantumazione: la qualità del prodotto finito

Il processo di frantumazione a compressione, attraverso il quale la roccia una volta rotta sui bordi naturali di fessurazione, ottenendo un prodotto finale liscio.

Frantoio a cono

Questa tipologia di frantoio viene impiegato nella pietra naturale abrasiva, semidura e dura, oltre per la lavorazione di materie prime. Agendo nella seconda e terza fase di frantumazione, il frantoio a cono fornisce alla fine una pezzatura cubica a norma. Sono realizzati in grandezze differenti, ognuna per una diversa applicazione.

Impianti di frantumazione: Ma come funzionano?

Il funzionamento dei frantoi a cono vede la frantumazione mediante la triturazione, in una fessura che si apre e chiude in modo continuo e che si trova tra la fodera del frantoio e il cono di frantumazione. Sui lati opposti la chiusura e l’apertura del vano di frantumazione avviene in maniera contemporanea. I frantoi a cono con sistema rotante sono usati principalmente in situazioni tali in cui, un’alta resistenza di compressione del materiale di frantumazione, non rende possibile ottenere una frantumazione ad urto oppure perchè l’ammontare dei costi per lo stato d’usura non risulta essere più conveniente a causa dell’abrasività della roccia.

Impianti di frantumazione: Come risulta la qualità del prodotto finito?

Con la tecnologia del frantoio a cono la qualità del prodotto finale dipende dalla sua funzione nell’intera fase di produzione. Se le caratteristiche della roccia lo permettono il frantoio a cono consente di ottenere pezzatura a norma.

Frantoio rotante

Il frantoio rotante si differenzia da quello a cono essenzialmente per la tipologia della loro costruzione. A differenza del frantoio a cono, il rotante è dotato di un albero principale idraulicamente movibile, posto in direzione verticale e sul quale è collocato in modo fisso e a caldo il supporto del cono.

La fessura di frantumazione viene effettuata dall’abbassamento e sollevamento del pistone di regolazione e dell’albero principale. Nella parte dell’estremità superiore vengono introdotte le forze orizzontali di frantumazione, mentre nella zone superiore, la Spider, mediante un cuscinetto di testa inserito in una traversa.